Aggregazioni intergruppo: se non ora, quando?

I numeri sulle aggregazioni immobiliari presentati nel report “Reti e Aggregazioni Immobiliari 2012“, pongono nuovamente in luce tre aspetti legati al comparto:

 

1) il mercato dei mediatori professionali rimane polverizzato con una modesta quota riservata a modelli di aggregazione del 15%;
2) il trend del franchising immobiliare nel suo insieme, con qualche eccezione, perde un altro 10,75% rispetto ai numeri del 2011;
3) è in atto un mutamento del concetto aggregativo verso altre modalità governate da tecnologia e social networking dove, col mercato attuale, la logica di opportunità e convenienza travalica qualunque sindrome di appartenenza a questo o a quel gruppo organizzato.

 

Visto che il mercato ha già processato e condannato il franchising immobiliare tradizionale, eseguendo la pena al ritmo di oltre 600 punti affiliati persi ogni anno, qualche domanda bisogna porsela, cercando risposte che vadano oltre l’alibi della crisi internazionale, della filiera immobiliare italiana ingessata, dell’assenza di credito, etc.

Le crisi di mercato sono un fenomeno a tempo, quello che siamo vivendo oggi, è una vera e propria metamorfosi del modello sociale ed economico che, come ogni cambiamento repentino, genera profondi, diffusi ed estesi disagi ad ogni livello.

 

Il comparto del franchising immobiliare deve orientarsi nuovamente al suo duplice mercato di riferimento:

1) gli agenti immobiliari;
2) i clienti che acquistano i servizi legati al mattone.

 

Le aziende immobiliari che propongono aggregazione, hanno acquisito esperienza, risorse umane, tecnologie e visione. Tutti questi elementi costituiscono un patrimonio straordinario che da solo, tuttavia, non basta a garantire sviluppo e sopravvivenza ai marosi del mercato.

 

La vera sfida adesso è aprirsi a forme di dialogo esterne al proprio recinto.


Fare sistema con altre aziende che fanno aggregazione immobiliare non significa rinunciare alla propria identità, all’indipendenza societaria e alle proprie linee di sviluppo. Significa piuttosto offrire ai propri affiliati maggiore opportunità di collaborazione con altri colleghi, condivisione di portafoglio, confronto ed interscambio.

È la diversità che ci rende più ricchi.

 

In concreto, da dove cominciare?  Ecco qualche spunto:

 

- adottare strumenti per favorire il dialogo tra le diverse piattaforme tecnologiche;
– creazione di un portale web intergruppo dove far confluire l’offerta immobiliare;
– creazione di gruppi di acquisto per la pubblicità, la formazione, i servizi e i prodotti di uso comune;
– riduzione dei centri di costo legati alla consulenza legale, tecnica, fiscale, di grafica e comunicazione che ogni brand offre ai propri affiliati.

 

È necessario riacquisire credibilità e far percepire i vantaggi e la qualità dei servizi resi all’affiliato e tornare appetibili nei confronti degli agenti indipendenti;
È responsabilità dei grandi giocatori di questo tavolo contribuire alla crescita professionale della categoria degli agenti immobiliari;
È quanto mai opportuno rivolgersi con maggiore qualità e attenzione ai consumatori per far loro percepire che un’agenzia immobiliare organizzata, con agenti preparati e collaborativi, offre servizi a valore aggiunto e fa risparmiare tempo.

 

Spesso viene agitato lo spettro della disintermediazione, giustificato dall’avvento di strumenti che favoriscono “il fai da te” e dalla poca professionalità della categoria dei mediatori professionali.

Io sono certo che le aggregazioni, quale che sia il modello scelto per svilupparle, possano rispondere con fatti determinanti, riacquisire un peso rappresentativo ed un ruolo centrale nel mercato immobiliare.
Si tratta di fare il primo passo, con un po’ di coraggio e molta umiltà per  scoprire insieme nuove frontiere di crescita ed opportunità.

 

Viviamo in un momento storico, dove tutto può accadere.


Quindi vi chiedo: se non ora, quando?

 


Gerardo Paterna lavora da 20 anni nel settore immobiliare. Oggi è tra i più riconosciuti blogger immobiliari e consulente per professionisti, aziende e startup innovative del real estate italiano. E' fondatore di RETV, la web tv dell'immobiliare italiano e vice presidente dell' OID (Osservatorio Immobiliare Digitale). Il suo blog è www.gerardopaterna.com.

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