Una bugia pesante quanto un mattone

(Parte prima)

bugia-mattone

Da un po' di tempo sostengo che la grande bugia di questo decennio è che la casa di proprietà sia un bene alla portata di tutti, anzi, un diritto di tutti.

A guardare bene i fatti, tutti gli attori del settore, banche, mediatori creditizi, agenti immobiliari, costruttori, famiglie, hanno interpretato un ruolo importante di questa tragedia contemporanea, con un finale che vede tutti perdenti.

 

Perdenti le banche con esposizioni in corso per l'acquisto di abitazioni per oltre 366 miliardi di euro e con un relativo tasso di sofferenza a doppia cifra;

 

Perdenti i mediatori creditizi, con un mercato dei finanziamenti immobiliari ridotto al lumicino e loro stessi decimati da una normativa che li ha ridimensionati del 90%, a circa 1.365 unità, e che dovranno trovare inquadramento (se vorranno proseguire l'attività) in una delle 93 società iscritte all'OAM (delle quali 52 ancora non operative alla data odierna);

Perdenti gli agenti immobiliari, con un numero di compravendite ridotto del 50% in sei anni (il 2012 si chiude ai livelli del 1986), una quota ancora alta (40% stimato) di vendite non intermediate e la stretta creditizia che inibisce l'accesso ai mutui;

 
Perdenti i costruttori, con uno stock di invenduto di circa 130.000 nuove unità immobiliari, molto spesso gravate da debiti bancari e con manufatti non allineati agli standard qualitativi richiesti, per finiture e classe energetica;


Perdenti le famiglie, nelle migliori delle ipotesi con un debito trentennale, nelle peggiori ad alimentare i 30 miliardi di euro di sofferenze (dato 2011), purtroppo in crescita, con decine di migliaia di abitazioni che finiscono in asta (il 65% delle aste immobiliari riguarda le abitazioni).

A questo punto, unendo i punti (come nel gioco dei bambini), non è difficile visualizzare il nuovo che verrà, ma di cui sentiamo già i primi fortissimi effetti.

 

  • Si continueranno a vendere case?
  • Come evolverà il mercato del credito immobiliare per famiglie?
  • Continueremo a costruire nuove case?
  • Cosa cambierà il valore del patrimonio immobiliare?

 

Sono in atto dinamiche non solo economiche, ma soprattutto sociali.
Nella seconda parte del post approfondirò questi aspetti.

 

Voi cosa ne pensate?

 

Leggi la seconda parte del post >>

 


Gerardo Paterna lavora da 20 anni nel settore immobiliare. Oggi è tra i più riconosciuti blogger immobiliari e consulente per professionisti, aziende e startup innovative del real estate italiano. E' fondatore di RETV, la web tv dell'immobiliare italiano e vice presidente dell' OID (Osservatorio Immobiliare Digitale). Il suo blog è www.gerardopaterna.com.

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Commenti: 3
  • #1

    Zanca (martedì, 12 febbraio 2013 10:37)

    da molti anni si parla di ricostruzione di immobili e di riqualificazioni di quartieri ed aree già urbanizzate come una possibile soluzione per investitori piuttosto che insistere nell'ormai infruttifero meccanismo di crescita immobiliare. Questo percorso non appare tuttavia facilmente percorribile...l'attuale invenduto sarebbe sempre più a buon mercato!

  • #2

    Gerardo (martedì, 12 febbraio 2013 16:47)

    Giusta osservazione. Purtroppo in molti contesti, nonostante i prezzi contenuti, l'offerta è di scarsa qualità (anche se di recente edificazione) e non riesce ad attrarre nè investitori, nè utilizzatori finali...

  • #3

    clickasa (sabato, 22 giugno 2013 11:01)

    Sono completamente d'acccordo con questo articolo.