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Agenti immobiliari: è ora di cambiare!

cambiare è difficoltoso, non cambiare è fatale.

Senza alcun trasporto emotivo (o forse sì!) vi dico, cari colleghi agenti immobiliari: È FINITA!


Se la categoria dei mediatori del credito è stata spazzata via in forza di legge, quella degli agenti immobiliari sarà fortemente ridimensionata da un mercato privo di qualunque legame e riferimento col recente passato di vacche grasse.


Il nuovo gioco nel settore immobiliare parte dalla qualità; e la qualità significa selezione.


Selezionare significa istituire percorsi annuali di aggiornamento obbligatori per chi vuole continuare ad intermediare. Quindi conoscenza delle nuove norme, ma anche arte della comunicazione, adeguato uso degli strumenti informatici, riflessi di cultura generale.

 

Eh sì, anche di cultura generale, perchè sono stanco di leggere il verbo avere (hai) senza "acca" e la "o" di "oppure" con l'"acca"; stanco di quelli che si lamentano che il telefono non squilla, ma ignorano la potenza di una notifica di twitter o linkedin e poi li trovi sulla porta dell'ufficio a fumare oppure al bar a fare quattro chiacchiere; stanco di quelli che si lamentano che non si lavora, ma quando dici loro che che devono cambiare il modo di comunicare e concentrarsi su web e sull'uso dei social media ti guardano straniti e dicono che "non hanno tempo".

 

Fare selezione significa ridurre il numero di operatori? Sì, senz'altro, ma va bene così.

Meglio confrontarsi con la metà degli operatori attuali, ma specchio di un'alta professionalità e di un ricononoscimento concreto sia da parte delle istituzioni che dal mercato dei consumatori.


Qualche spunto per chi dovrebbe tutelare la categoria
:

  • perchè non lavorare ad un percorso di garanzia legiferato che tuteli nel senso più ampio del termine il cliente sin dal primo approccio al mondo casa?
  • Tale percorso non individuerebbe l'agente immobiliare come anello indispensabile della filiera?
  • E a fronte dell'aumento della percentuale di "transato" non si potrebbe valutare un calmieramento dei compensi?

 

In merito alla fiscalità:

  • vi pare possibile che un soggetto privato che si serve dell'operato di un'agente immobiliare possa godere di una detraibilità delle provvigioni pagate del 19% fino a un ridicolo massimo di 1.000 euro e solo sull'abitazione principale?
  • Vi pare ragionevole che ad una fattura per servizi (provvigioni) si debba applicare un'aliquota iva del 21%?

 

E parliamo ancora di evasione?

 

Occorre rivolgersi con forza alla politica per favorire un provvedimento che aumenti la detraibilità delle provvigioni pagate e che riduca sensibilmete l'aliquota iva da applicare. Come per incanto l'economia "sommersa" rivedrà la luce perchè il cliente sarà il primo controllore del sistema in quanto primo beneficiario.

Come principali attori del mercato immobiliare, abbiamo la responsabilità comune di cambiare, di determinare innovazione e diventare portatori sani di qualitàtornare a studiare per capire come muoversi in un mercato posto all'interno di una società che muta rapidamente negli stili di vita e nella composizione etnica.

Nessuno è escluso e chi arriva secondo non si classifica ;-)

 


Gerardo Paterna lavora da 20 anni nel settore immobiliare. Oggi è tra i più riconosciuti blogger immobiliari e consulente per professionisti, aziende e startup innovative del real estate italiano. E' fondatore di RETV, la web tv dell'immobiliare italiano e vice presidente dell' OID (Osservatorio Immobiliare Digitale). Il suo blog è www.gerardopaterna.com.

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Commenti: 2
  • #1

    Maurizio (lunedì, 04 marzo 2013 16:04)

    Caro Gerardo, dagli anni 80 dico che gli agenti immobiliari devono migliorare la qualità dei propri servizi e la loro preparazione, purtroppo il mercato mi ha sempre smentito, inoltre non credo che la politica si interessi alla nostra categoria, tanto meno lo fanno le associazioni che ci rappresentano, le quali penso servano soltanto a quei pochi che hanno incarichi presidenziali per riuscire a coltivare il proprio orticello.Certo se si volesse lavorare seriamente da fare ce ne sarebbe ma ho l'impressione che manchi la volontà, quello che si è cercato di fare da parte della politica è andato nella direzione esattamente opposta, ad ogni modo sono contento di vedere che c'è ancora qualcuno che ci crede.

  • #2

    Gerardo (lunedì, 04 marzo 2013 16:47)

    Grazie Maurizio per la condivisione. La qualità paga sempre, anche se in momenti più floridi c'è chi ha pensato che se ne potesse fare a meno. Di fatto, i problemi della categoria non li risolve nessuno, ci siamo solo noi, però siamo circa 40.000 operatori in attività! Andiamo avanti col confronto e con azioni di persuasione morale, in questo modo contribuiremo ad una presa di coscienza collettiva. Magari il nostro battito d'ali provocherà una tempesta ;-)