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Dazi USA e mercato immobiliare italiano cosa può cambiare

Trump: dazi si, dazi no, dazi forse. E l’immobiliare?

1024 536 Gerardo Paterna

L’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente Donald Trump ha riaperto il dibattito sul ritorno di barriere commerciali tra USA e Unione Europea. Un tema caldo, che mette in allerta l’economia italiana, fortemente legata all’export verso gli Stati Uniti. Ma quali sono le ricadute sul mercato immobiliare italiano?

Export italiano e dazi USA: perché ci riguardano

Nel 2024, l’Italia ha esportato beni per 73 miliardi di euro verso gli Stati Uniti. Un calo di questo flusso, stimato dalla SVIMEZ in circa 5,8 miliardi in caso di dazi del 20%, avrebbe conseguenze non solo sui settori produttivi, ma anche su occupazione, fiducia e investimenti.

Un export più debole significa meno occupazione: secondo le stime, ogni miliardo in meno di export comporta 4.655 posti di lavoro a rischio. È un effetto domino che arriva fino alla casa: meno sicurezza lavorativa, meno mutui, meno compravendite.

L’effetto dei dazi USA potrebbe riflettersi anche su acciaio, rame e alluminio. La pressione sulla domanda globale rischia di gonfiare i costi di costruzione e ristrutturazione. Risultato? Case più care, margini più stretti, meno convenienza a investire.

Mercato immobiliare italiano: il peso delle incertezze

La casa è un investimento che si basa su fiducia e stabilità. In scenari globali tesi, le famiglie tendono a rimandare l’acquisto. E anche gli investitori rallentano. Un rischio concreto per il mercato immobiliare italiano, storicamente stabile ma sensibile agli shock esterni.

Quando l’incertezza cresce, le banche alzano le barriere. L’accesso al credito può diventare più difficile, soprattutto per chi ha contratti precari o redditi bassi. Mutui più selettivi e meno favorevoli frenano la domanda immobiliare, soprattutto tra i giovani e i lavoratori autonomi.

Prospettive 2025 per il mercato immobiliare italiano

Secondo le previsioni di Nomisma, nel 2025 le compravendite residenziali si attesteranno a 776.000 transazioni (+7,8%), con prezzi in crescita dell’1,5% e mutui per 46 miliardi. L’accesso al credito dovrebbe rimanere sostenibile, ma la crescita sarà cauta.

Per Scenari Immobiliari, l’Italia guiderà la crescita europea, con 760.000 compravendite previste (+5,6%) e un aumento dei prezzi medi a livello nazionale del 3,1%. Le città trainanti saranno Milano, Venezia e Roma.

Tenere alta l’attenzione, senza allarmismi

Il mercato immobiliare italiano ha dimostrato nel tempo una buona resilienza. Tuttavia, è fondamentale monitorare con attenzione le dinamiche internazionali. I dazi USA, se confermati, potrebbero innescare un effetto a catena su fiducia, lavoro e mutui. Perché in un mondo dove tutto è connesso, anche un dazio può far traballare più di un mattone. L’importante è non farsi trovare impreparati.

Autore

Gerardo Paterna

Da più di 30 anni nell'immobiliare come consulente, oggi sono un divulgatore a tempo pieno. Lavoro con broker, aziende e brand per creare connessioni, progetti di comunicazione e innovazione di metodo. Sono cofondatore di MANIFESTO - Community immobiliare, produttore dei format video POPCAST REview, "icone" e dell'evento annuale Sinergie. Colleghiamoci su Linkedin!

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