Sai che faccio il tifo per te e per la professione che porti avanti. È un lavoro duro, sia che tu lo svolga in prima persona che come azienda strutturata. Per questa ragione sento il bisogno di difenderlo, ma anche di chiederti di fare la tua parte nell’esercizio dell’etica immobiliare.
Il pensiero di oggi nasce da recenti storie vere e da fatti incontrovertibili. C’è l’agente immobiliare che non dà informazioni sulla regolarità dell’immobile prima di ricevere la proposta di acquisto. E poi c’è quello che si presenta all’atto solo per sentirsi dire dal notaio che non si può procedere alla stipula per via di alcune difformità urbanistiche.
Nel primo semestre del 2023, la Corte di Cassazione è intervenuta 4 volte per confermare il principio che guida l’attività mediatoria dal 1942. Non c’è nessuna persecuzione contro l’agente immobiliare, piuttosto è l’affermazione di cose ovvie, che ormai dovrebbero essere date per scontate.
Il concetto che ogni agente immobiliare dovrebbe ricordare è contenuto nell’articolo 1759 del codice civile e riguarda l’etica immobiliare: “Il mediatore deve comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell’affare, che possono influire sulla conclusione di esso“.
Si tratta delle circostanze che il mediatore conosce e di quelle che avrebbe dovuto conoscere con la diligenza ordinaria (1176 c.c.).
Le conseguenze della superficialità
L’essere identificati come professionisti implica una serie di responsabilità che ancora troppo spesso sono evitate, ignorate, raggirate. Superficialità e approssimazione sono costate decine di migliaia di euro agli agenti immobiliari chiamati in giudizio. Oltre alla perdita di valore reputazionale.
Nessuno ti chiede di svolgere il lavoro di tecnici e legali, nè di essere responsabile per i loro errori. A te sono richieste due semplici azioni:
- raccogliere e trasferire tutte quelle informazioni che rendono la compravendita fattibile, sicura e trasparente;
- fare l’azione di cui sopra prima di far sottoscrivere una proposta di acquisto.
Ci sono molti agenti virtuosi che pubblicizzano l’immobile solo quando sono “documentalmente pronti” per l’atto notarile, in ipotesi, il giorno stesso.
Tuttavia sono ancora tanti quelli che pensano sia sufficiente mettere in contatto le parti. E poi lasciarle al loro destino.
Sono questi comportamenti, ripetuti per decenni, che hanno favorito una bassa percezione dell’agente immobiliare, alimentando una mancanza di fiducia verso l’intera categoria. Tutto ciò rende la tua vita professionale più complicata, divisa tra l’ottenimento di un risultato meritato e la difesa della reputazione.
È indispensabile schierarsi e comunicare il valore della tua professionalità e dell’etica che la contraddistingue non solo verso i consumatori, ma anche verso i tuoi colleghi, specialmente coloro che vivono ancora di furberia e di comportamenti ai margini della legalità.
Devi far sentire loro il peso ed il valore della responsabilità. È necessario trasferire con i fatti che la scaltrezza ed altri comportamenti discutibili non li proteggeranno dalla pioggia delle scuse richieste, magari davanti ad un giudice.
La tua dedizione all’etica immobiliare farà la differenza nella percezione e nella fiducia dei consumatori.
Winston Churchill diceva: “Il prezzo della grandezza è la responsabilità“.
Come non essere d’accordo?


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