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    sistema servizi immobiliari

    Perché fare sistema nei servizi immobiliari è una priorità responsabile che non esclude nessuno

    1024 536 Gerardo Paterna

    Creare uno “standard di servizio” è possibile?

    Alcuni giorni fa ho letto con interesse il comunicato stampa rilasciato da Wikicasa.it (il portale di annunci dedicato esclusivamente agli agenti immobiliari) dove intervenivano anche Gabetti e RE/MAX Italia (due tra i soci sostenitori della startup che include anche l’MLS Wikire) e che richiamava l’attenzione sull’esigenza di “…rafforzare le sinergie nella filiera dei servizi immobiliari, investendo sugli agenti immobiliari in termini di cultura della collaborazione…“.

    Un bel messaggio di inizio anno che vorrei vedere allargato a tutte le aziende che lavorano nei servizi del real estate affinchè si arrivi in modo trasversale (ossia con l’apporto di tutti), alla condivisone di uno standard di servizio “minimo garantito” per i clienti.

    Questo sarà, da parte mia, il tormentone del 2017, giacché sono convinto che mai prima d’ora i tempi e le dinamiche del mercato impongano alle professionalità dell’immobiliare italiano una ripresa del proprio ruolo ed una riaffermazione della propria utilità, elemento indispensabile in un mercato che va tutelato e garantito a partire dai piccoli numeri.

    E’ impensabile che l’intermediario professionale sia considerato il male minore o l’ennesima gabella da ridurre al minimo quando si sta per acquistare o vendere casa. Se la percezione del mercato è questa, è bene cambiare direzione e dare un segnale chiaro agli operatori e al mercato.

    Di chi è la responsabilità del cambiamento?

    Vogliamo un settore professionale reattivo al cambiamento? Bene, la responsabilità ricade, ciascuno per il proprio ruolo, su tutti: agenti immobiliarireti dirette e in franchisingassociazioni di categoriaaziende che orbitano nell’ecosistema dei servizi immobiliari. Tutto questo sempre che vi siano ancora tempo e spazio disponibili.

    Se prendiamo casi concreti, vediamo un big player come Tecnocasa che sigla un accordo con Immobiliare.it, bene e poi? Alle reti più piccole, che con ogni probabilità non hanno risorse e competenze sufficienti per portare avanti progetti singoli, chiedo: non converrebbe valutare qualche alleanza? Anche sul fronte associativo, FIAIP, che è soggetto di riferimento, pensa di poter puntare ancora sul portale Cercacasa?

    L’era delle delle convenzioni con i “partner digitali” è finita perché il potere negoziale di questi ultimi è decisamente alto. Serve una rivoluzione digitale che parta dal cuore della categoria coinvolgendola nella sua interezza, ma vi sono progetti che hanno basi solide e sui quali investire confidando in qualche successo?

    Ad oggi il settore dell’intermediazione immobiliare è ancora troppo polverizzato, popolato da aziende piccole che coinvolgono il 10-15% degli operatori, propenso per natura ad un isolazionismo che riduce ancora le opportunità di creare sinergie e determinare una crescita. E questo vale una volta in più per i brand maggiormente estesipiù esposti ai repentini mutamenti di mercato.

    Da dove iniziare?

    Sono urgenti misure congiunte a favore:

    • del cliente finale, con la creazione di uno standard di servizio “minimo garantito“, un protocollo che distingua un ruolo di qualità percepito. Incarico in esclusiva, accertamento immobiliare, presentazione dell’immobile, condivisione dell’opportunità attraverso MLS, formazione obbligatoria su tematiche ricorrenti (marketing, crescita personale, moduli di aggiornamento tecnici); 
    • delle startup di sistema, che sono tante e animate da giovani talenti che vogliono fare innovazione. Queste aziende hanno bisogno di competenze e capitali per essere sviluppate. Esse possono svolgere un’azione straordinaria per gli operatori ed il mercato. Lasciare che producano servizi e applicativi all’estero perchè in Italia non c’è accoglienza, non è un buon affare per nessuno. Il caso dell’investimento da parte di RE/MAX in Wikire/Wikicasa è un fatto positivo, ma su questo aspetto serve una sensibilità decisamente più marcata;
    • degli agenti immobiliari, oltre 40.000 operatori in attività a cui dare visione, riferimenti, percorsi oggettivi per accrescere competenze nel rispetto delle individualità, perché dietro ad ogni professionalità c’è una persona chiave del sistema sulla quale investire per creare valore collettivo.

    Sostenere che gli agenti immobiliari debbano collaborare tra di loro, ma continuare a conseguire politiche commerciali individualiste, è un atteggiamento pericoloso nel mercato attuale.

    Le sinergie vanno ricercate con l’obiettivo di una crescita comune, il che non significa annullare la competizione, equivale piuttosto ad assumersi la responsabilità, anche etica, di lasciare un segno nella costruzione di un mercato sano, produttivo e pronto a competere in un ambito non più solo italiano, ma europeo.

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    Gerardo Paterna

    Da 20 anni nell'immobiliare come consulente, oggi sono un divulgatore a tempo pieno. Lavoro con imprenditori, aziende e startup consapevoli per creare e comunicare progetti e servizi per l'immobiliare. Vicepresidente OID-Osservatorio Immobiliare Digitale, Co-fondatore di RETV, la web tv dell'immobiliare italiano e produttore del format video #losgabello. Autore del libro Comprare e vendere casa - Luoghi comuni protagonisti e verità di un mercato in continua evoluzione". Collegati su Linkedin!

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