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Rivoluziona il reclutamento e coinvolgi le persone!

Rivoluziona il reclutamento e coinvolgi le persone!

1024 536 Gerardo Paterna

Il miglior luogo in cui lavorare

Vorresti essere capace di costruire il miglior luogo dove lavorare?
Se tu fossi un collaboratore o dipendente vorresti lavorare nel miglior posto possibile?

In entrambi i casi la risposta è sì! 

Nel settore immobiliare il reclutamento, inteso non solo come ricerca delle persone, ma anche come capacità di far durare il rapporto, è una nota dolente. L’elevato grado di turn-over lo dimostra.

Da un lato l’imprenditore si attende grandi capacità prestazionali, dall’altra il collaboratore, l’associato, il dipendente, oltre agli aspetti contrattuali e retributivi, punta anche ad una qualità dell’ambiente che non sempre si dimostra all’altezza delle attese. Lavorare in un regime di “presto la mia opera in funzione del contratto sottoscritto” non è la ricetta per un’azienda produttiva.

Alcuni imprenditori puntano su “la nostra azienda è come una famiglia”. Questa è una posizione rischiosa, dato che ogni persona ha maturato il proprio concetto di famiglia e non sempre è positivo. 

Jason Lauritsen, consulente, autore e speaker afferma: “Riconoscere che il lavoro è una relazione aiuta a chiarire perché è così difficile coinvolgere pienamente i collaboratori. Diventare pienamente coinvolti in qualsiasi relazione richiede tempo e impegno costante“.

5 modi per coinvolgere le persone

Coinvolgimento è la parola d’ordine se, come imprenditore, broker, manager, vuoi ottenere il massimo dai tuoi collaboratori. 

Le persone coinvolte amano il loro lavoro, sono più creative e produttive, si preoccupano dell’impatto che le proprie mansioni e azioni hanno sull’andamento dell’azienda. Viceversa un ambiente poco coinvolgente abbassa le performances e la qualità di vita personale del collaboratore. 

Se vuoi cambiare in meglio la tua azienda devi ripensare l’esperienza di lavoro delle persone che ti circondano.

Il mercato del lavoro moderno è basato su intelletto, competenze e creatività. Fondare il rapporto con il collaboratore su un assunto contrattuale ed una validazione dei risultati di fine anno non funziona più.

Se vuoi coltivare il coinvolgimento dei tuoi collaboratori, è necessario lavorare su 5 aspetti:

  1. dare valore al lavoro svolto;
  2. creare un rapporto di fiducia;
  3. dare importanza ad ogni attività;
  4. riconoscere e apprezzare i collaboratori su un piano personale e professionale;
  5. creare un senso di appartenenza all’interno dell’azienda.

Questi 5 fattori sono gli stessi su cui si basano affetto e relazioni. Un ambiente di lavoro positivo si basa su una buona relazione che richiede tempo e impegno da entrambe le parti.

Anche se sei consapevole dell’importanza di questo aspetto, pensi di superare il test di relazione? Analizza azioni e comportamenti che utilizzi nell’ambiente lavorativo e considerane l’applicazione nella tua vita privata. Se questi sarebbero nocivi in una relazione personale, evitali e modificali.

Come puoi rinnovare i metodi di gestione dei risultati? Lavorando su 3 aspetti

  1. Pianificazione. Serve chiarezza degli intenti: cosa ti aspetti? Perché è importante? Come raggiungere l’obiettivo? Le risposte sgomberano il campo da equivoci e consentono al collaboratore di muoversi senza incertezze, su assunti condivisi. Inoltre chiarisci a te stesso e al tuo team il tuo grande “Perché”. Qual è il fine ultimo del tuo sforzo aziendale? Ricorda che questo obiettivo (o valore) è sempre umanistico. Spesso ha a che fare col benessere personale, familiare, della collettività. Condividere questo aspetto con i tuoi collaboratori significa coinvolgerli. Questo produce partecipazione attiva.
     
  2. Coltivazione. Come il contadino lavora affinché le condizioni di crescita siano ottimali, così l’imprenditore deve aiutare i propri collaboratori a lavorare nelle migliori condizioni possibili. Presta attenzione alla sua motivazione, non solo economica, ma quella legata al suo scopo, alla sua autonomia, al suo progresso. Riconosci l’impegno e ringrazia per gli sforzi compiuti. Questo può avvenire in privato o durante la riunione settimanale. Preoccupati del suo benessere psico-fisico, aiutandolo a risolvere, laddove possibile, anche problemi personali o a prendere la migliore decisione. Rimuovi gli ostacoli alla produzione quali antipatie all’interno del team o un’impostazione mentale negativa.
     
  3. Responsabilità. Questa è la parte più delicata perché si tratta di valutare i risultati portati dal collaboratore. Anziché fare una fredda analisi dei numeri derivanti dalla sua attività passata, spostala in avanti, in una sorta di feedforward (termine coniato dall’executive coach Marshall Goldsmith). Puoi porre così la questione: “In base ai risultati raggiunti fino ad oggi, cosa possiamo fare insieme per migliorarli nel prossimo semestre?“. In questo modo poni il collaboratore davanti alle sue responsabilità senza farlo sentire sul banco dell’imputato. La modalità è propositiva, volta al fare.

Facendo leva sul coinvolgimento delle persone che lavorano con te e sulla loro relazione con l’ambiente di lavoro, potrai creare un impatto positivo personale e aziendale a beneficio delle prestazioni!

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Autore

Gerardo Paterna

Da 25 anni nell'immobiliare come consulente, oggi sono un divulgatore a tempo pieno. Lavoro con imprenditori, aziende e startup consapevoli per creare e comunicare progetti e servizi per l'immobiliare. Vicepresidente OID-Osservatorio Immobiliare Digitale e produttore del format video #losgabello e dell'evento annuale Sinergie. Autore del libro Comprare e vendere casa - Luoghi comuni protagonisti e verità di un mercato in continua evoluzione". Collegati su Linkedin!

Tutti gli articoli di: Gerardo Paterna

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